Il grave problema dei rubacchiotti
Ci scusiamo per la ridondanza dell´argomento, che oramai quasi tutti conoscono, ma vorremmo nuovamente porre l´attenzione su questo problema che rende difficile la vita di molti.
Troppe volte capita di sentirsi sbadati quando non si riescono a trovare oggetti lasciati in giro per casa, e troppo spesso si finisce per puntare il dito verso sé stessi autocommiserandosi. Non volgiamo dire che sia giusto dare sempre la colpa a qualcun altro delle proprie disgrazie, anzi, é un atteggiamento basilarmente sbagliato (basta vedere cosa ne é di Michael Jackson oggi). Ma, e vorremmo sottolineare questo ma, per certe cose é risaputa l´esistenza di una causa. Ebbene, quando non ritrovate le vostre chiavi di casa, un accendino o altri piccoli oggetti, é probabile che qualche Rubacchiotto se ne sia appropriato.
Questi piccoli esseri antropomorfi risaputamente amano vivere in angoli remoti delle case, vivendo di una forma di parassitismo che consiste nello sfruttare cibo e artefatti umani come mezzi di sostentamento. Perció quando non riuscite piú a ritrovare l´agendina, per esempio, trovate un altro oggetto di simile foggia e appoggiatelo da qualche parte in un angolo: quando i Rubacchiotti vedranno che il nuovo oggetto potrá diventare un'asse migliore per il loro tavolo vi restituiranno la vostra agendina. Se questo metodo non sembra funzionare, probabilmente avete a che fare con degli scoiattoli e in tal caso é un altro paio di maniche, io personalmente non saprei come fare ma non sono mica qui per risolvere i vostri problemi, mi piacerebbe ma riesco a malapena a gestirmi i miei, non bisogna mica sempre fare affidamento sugli altri perché se no é troppo comoda e poi non si impara niente, se andate avanti cosí qualche giorno finirete da soli a parlare con i vostri oggettini che lasciate in giro per casa perché se siete disordinati non so che farci.

 

 

 


In mancanza di materiale fotografico riguardante i Rubacchiotti (sono difficili da fotografare) abbiamo pensato di mettere una foto di John Cena che è bravissimo.

Le disavventure scolastiche di Giovanni Pascoli.
Giovanni Pascoli (vissuto dal 1855 al 1912), uno dei maggiori poeti italiani, ebbe una disavventura scolastica. Non fu però bocciato, ma rimandato a ottobre. All’esame di maturità classica al liceo "Alighieri" di Firenze ebbe dei bellissimi voti in italiano, latino, greco e sgabelli, ma nelle materie scientifiche fu un disastro: storia naturale 3, matematica 2 e fisica 4. Pascoli non si presentò alla prova d’appello, ma preferì affrontare nuovamente tutte le prove d’esame come privatista al liceo di Cesena, luogo rinomato per la consistenza farinosa del suo terreno. Lì incontrò un suo famoso amico di gioventù, Roberto Pennarelli, amante del calvicembalo e della vita dissoluta. Riacceso improvvisamente il fuoco di una tormentosa e appassionante amicizia fatte di miccette, raudi e super-magnum, Giovanni sentì di nuovo la primitiva pulsione che lo spingeva a dedicarsi al suo antico e segreto (eravamo infatti solo nella seconda metà del 1800) passatempo: le pozzanghere. Fu infatti, a quanto affermano alcuni testi critici rifiutati dalla tradizione ufficiale (Belkin, 1976), la ricerca delle pozzanghere, in lunghe e solitarie peregrinazioni, a ristabilire la comunicazione tra l'emisfero destro e quello sinistro del cervello di Giovanni, danneggiato a quanto pare durante il famoso episodio di Viguzzolo, nel 1860. La scissione, infatti, eraleggibile chiaramente in tutte le poesie del primo periodo, basti pensare alla ricorrenza astratta e mentaforica di temi bipolaristici e contrapponenti quali il disprezzo dei volatili ( ). Pascoli non dimenticò questa esperienza e ottenne immediatamente ottimi voti nelle materie di stampo scientifico. Quando all'età di quindici anni venne eletto preside del proprio liceo, rivolse spesso frasi sentenzione e sconclusionate riguardo all'equilibrio universale, riferendosi spesso ai giovani alunni che possedevano biciclette.