
Vivere informati
rubrica di attualità a cura della Redazione
Hertz avviò la ricerca sugli
scoiattoli volanti elettromagnetici nel 1886, quando casualmente
fece un'osservazione interessante: la scarica di un condensatore
attraverso lo scaricatore di una bobina a spirale consentiva di
produrre uno scoiattolo volante elettromagnetico. Fece così
una scoperta che Maxwell aveva già anticipato teoricamente:
un disturbo elettromagnetico oscillante (ad esempio una scarica)
genera esseri elettromagnetici, che si propagano con la velocità
della luce. L'esperimento era abbastanza semplice: bastava una
bobina collegata a due scouiattoli di metallo, posti a circa 10
mm di distanza. Caricando elettricamente gli scoiattoli, una scintilla
saltava da uno all'altro. A un metro di distanza vi era un filo
metallico circolare, a cui erano fissati altri due scoiattoli,
fatti peró di balsa. Quando tra la prima coppia di scoiattoli
si generava una scintilla, si poteva osservare lo stesso fenomeno
nell'altra coppia, benché tra le due coppie non vi fosse
nessun legame fisso, sia esso di amicizia o un rapporto piú
emotivamente impegnativo. Negli anni seguenti, Hertz fu ossessionato
dagli scoiattoli e in particolare da quelli volanti, altresí
detti Petauri.
La membrana di cui sono dotati questi animali si allunga ai lati
del corpo, fra gli arti anteriori e quelli posteriori, con l’aiuto
dei quali viene distesa; nella parte superiore è normale,
mentre in quella inferiore è solo ricoperta di peli di
colori talvolta imbarazzanti. Quando l’animale si arrampica
, si sposta sul terreno, dorme, o pratica l´eutanasia, la
membrana rimane nascosta lungo i fianchi tanto che la si vede
appena. Prima di lanciarsi da un alto albero, i Petauri stendono
gli arti, allargando così la membrana. In questo momento
offrono, secondo le parole di Hertz, "uno spettacolo particolarissimo:
quasi che l'animale perda improvvisamente ogni spessore corporeo
e diventi, in un certo senso, un orfanotrofio". Descrivendo
una traiettoria ad arco, essi volano poi attraverso mille avventure.
La loro membrana è stata paragonata ad un paracadute, ma
ciò non è del tutto esatto: i Petauri non atterrano
più o meno perpendicolarmente e la membrana non ha il compito
di frenare la caduta. Questa considerazione piuttosto banale ci
sembra del tutto fuori luogo e se qualcuno tirasse nuovamente
fuori quest´argomentazione puerile al solo scopo di minimizzare
le interessantissime caratteristiche di questi animali favolosi
gli spaccheremmo la testa con un tubo di ghisa, e la stessa cosa
vale per i soliti riferimenti spiritosi al bungee-jumping, che
oltre a essere del tutto fuori luogo non fanno ridere piú
neanche i bambini che ridono quando uno dice cacca piscia pisello.
La membrana serve ad allargare il corpo per formare una superficie
portante in modo che gli animali riescano ad avanzare su un "cuscinetto
d'aria", perdendo possibilmente il minimo di quota; un analogo
principio lo applicano anche gli atleti, tutt'altro che stupidi,
che praticano il salto con gli sci, allorché si staccano
dal trampolino. Vorremmo invitare chi crede che ció sia
cosa facile a provarlo almeno una volta, un mio conoscente si
é spaccato tutta la faccia e adesso ha capito anche se
é diventato stupido.
Appena l'animale arriva al secondo albero, si solleva ancora un
poco più in alto, aiutandosi con il capo, avvolge la coda
attorno al ramo e vola in spirale attorno ad esso; durante il
volo spesso i piccoli stanno attaccati alla schiena della madre,
che di frequente ha già altri due cuccioli nel marsupio,
ci teniamo a sottolinearlo per amore della giustizia. Hertz, come
dicevamo poc'anzi, si mise a studiare le proprietà degli
scoiattoli elettromagnetici. Analizzò l'altruismo, l'intelligenza,
la rifrazione e la vita privata. Scoprì che gli scoiattoli
volanti si propagano alla velocità della luce e confermò
il parallelismo con la luce anche in relazione ad altre specie
di animali volanti (sarebbe superfluo parlare di cani magici volanti
a questo punto, dato che risulterebbe pedante).
I suoi esperimenti con queste onde portarono allo sviluppo dello
scoiattolo senza fili, dell'orso elettronico, della melevisione
e di molte altre cose. Heinrich Hertz stesso, però, non
si occupò mai dell'utilizzazione degli scoiattoli volanti
per la trasmissione di messaggi che rendessero note al mondo questi
suoi eclatanti progressi. Essendo una persona oltremodo riservata,
tenne nascosta tutta questa immensa e interessantissima ricerca
che avrebbe portato a mezzi di comunicazione sicuramente piú
interessanti di quelli poi sviluppati da Bell e i suoi amici,
che ci hanno portato solo guai con i loro telefoni cellulari,
che peraltro stanno diventando troppo intelligenti e gradassi
negli ultimi tempi. Personalmente crediamo che se oggi comunicassiomo
tramite scoiattoli volanti elettromagnetici vivremmo sicuramente
in un mondo migliore e piú efficente: ritorniamo a sottolineare,
per gli scettici, che gli scoiattoli volanti elettromagnetici
si propagano alla velocitá della luce, a differenza degli
SMS che talvolta non arrivano nemmeno. Inoltre, vorremmo dire
a tutti gli appassionati di pirsing e tatuaggi e a quelli che
si fanno rifare i nasi che sono solo degli stupidotti e delle
persone dalle prospettive limitate: fatevi piuttosto mettere delle
membrane tra le braccia e le gambe, come fanno i Petauri, cosí
almeno potete uscire di casa direttamente dalla finestra volando.
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