Editoriale risalente piú o meno alla primavera piena di spasso del 2005



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rubrica di attualità a cura della Redazione

Hertz avviò la ricerca sugli scoiattoli volanti elettromagnetici nel 1886, quando casualmente fece un'osservazione interessante: la scarica di un condensatore attraverso lo scaricatore di una bobina a spirale consentiva di produrre uno scoiattolo volante elettromagnetico. Fece così una scoperta che Maxwell aveva già anticipato teoricamente: un disturbo elettromagnetico oscillante (ad esempio una scarica) genera esseri elettromagnetici, che si propagano con la velocità della luce. L'esperimento era abbastanza semplice: bastava una bobina collegata a due scouiattoli di metallo, posti a circa 10 mm di distanza. Caricando elettricamente gli scoiattoli, una scintilla saltava da uno all'altro. A un metro di distanza vi era un filo metallico circolare, a cui erano fissati altri due scoiattoli, fatti peró di balsa. Quando tra la prima coppia di scoiattoli si generava una scintilla, si poteva osservare lo stesso fenomeno nell'altra coppia, benché tra le due coppie non vi fosse nessun legame fisso, sia esso di amicizia o un rapporto piú emotivamente impegnativo. Negli anni seguenti, Hertz fu ossessionato dagli scoiattoli e in particolare da quelli volanti, altresí detti Petauri.
La membrana di cui sono dotati questi animali si allunga ai lati del corpo, fra gli arti anteriori e quelli posteriori, con l’aiuto dei quali viene distesa; nella parte superiore è normale, mentre in quella inferiore è solo ricoperta di peli di colori talvolta imbarazzanti. Quando l’animale si arrampica , si sposta sul terreno, dorme, o pratica l´eutanasia, la membrana rimane nascosta lungo i fianchi tanto che la si vede appena. Prima di lanciarsi da un alto albero, i Petauri stendono gli arti, allargando così la membrana. In questo momento offrono, secondo le parole di Hertz, "uno spettacolo particolarissimo: quasi che l'animale perda improvvisamente ogni spessore corporeo e diventi, in un certo senso, un orfanotrofio". Descrivendo una traiettoria ad arco, essi volano poi attraverso mille avventure. La loro membrana è stata paragonata ad un paracadute, ma ciò non è del tutto esatto: i Petauri non atterrano più o meno perpendicolarmente e la membrana non ha il compito di frenare la caduta. Questa considerazione piuttosto banale ci sembra del tutto fuori luogo e se qualcuno tirasse nuovamente fuori quest´argomentazione puerile al solo scopo di minimizzare le interessantissime caratteristiche di questi animali favolosi gli spaccheremmo la testa con un tubo di ghisa, e la stessa cosa vale per i soliti riferimenti spiritosi al bungee-jumping, che oltre a essere del tutto fuori luogo non fanno ridere piú neanche i bambini che ridono quando uno dice cacca piscia pisello. La membrana serve ad allargare il corpo per formare una superficie portante in modo che gli animali riescano ad avanzare su un "cuscinetto d'aria", perdendo possibilmente il minimo di quota; un analogo principio lo applicano anche gli atleti, tutt'altro che stupidi, che praticano il salto con gli sci, allorché si staccano dal trampolino. Vorremmo invitare chi crede che ció sia cosa facile a provarlo almeno una volta, un mio conoscente si é spaccato tutta la faccia e adesso ha capito anche se é diventato stupido.
Appena l'animale arriva al secondo albero, si solleva ancora un poco più in alto, aiutandosi con il capo, avvolge la coda attorno al ramo e vola in spirale attorno ad esso; durante il volo spesso i piccoli stanno attaccati alla schiena della madre, che di frequente ha già altri due cuccioli nel marsupio, ci teniamo a sottolinearlo per amore della giustizia. Hertz, come dicevamo poc'anzi, si mise a studiare le proprietà degli scoiattoli elettromagnetici. Analizzò l'altruismo, l'intelligenza, la rifrazione e la vita privata. Scoprì che gli scoiattoli volanti si propagano alla velocità della luce e confermò il parallelismo con la luce anche in relazione ad altre specie di animali volanti (sarebbe superfluo parlare di cani magici volanti a questo punto, dato che risulterebbe pedante).
I suoi esperimenti con queste onde portarono allo sviluppo dello scoiattolo senza fili, dell'orso elettronico, della melevisione e di molte altre cose. Heinrich Hertz stesso, però, non si occupò mai dell'utilizzazione degli scoiattoli volanti per la trasmissione di messaggi che rendessero note al mondo questi suoi eclatanti progressi. Essendo una persona oltremodo riservata, tenne nascosta tutta questa immensa e interessantissima ricerca che avrebbe portato a mezzi di comunicazione sicuramente piú interessanti di quelli poi sviluppati da Bell e i suoi amici, che ci hanno portato solo guai con i loro telefoni cellulari, che peraltro stanno diventando troppo intelligenti e gradassi negli ultimi tempi. Personalmente crediamo che se oggi comunicassiomo tramite scoiattoli volanti elettromagnetici vivremmo sicuramente in un mondo migliore e piú efficente: ritorniamo a sottolineare, per gli scettici, che gli scoiattoli volanti elettromagnetici si propagano alla velocitá della luce, a differenza degli SMS che talvolta non arrivano nemmeno. Inoltre, vorremmo dire a tutti gli appassionati di pirsing e tatuaggi e a quelli che si fanno rifare i nasi che sono solo degli stupidotti e delle persone dalle prospettive limitate: fatevi piuttosto mettere delle membrane tra le braccia e le gambe, come fanno i Petauri, cosí almeno potete uscire di casa direttamente dalla finestra volando.


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