La sconvolgente somiglianza delle due divinità feline, seppur provenienti da luoghi ed epoche storiche molto distanti, è evidenziata qui sotto. L' 'elica' sovrastante la testa di Doraemon era spesso riprodotta come 'aureola' in epoca tardo-bizantina





Le analogie con il film del 1977 sono troppe per essere casuali. Il collare, ad esempio, è sempre rivestito di una funzione simbolica. In questo caso è fatto di cristalli magici, negli altri che vediamo sopra vi sono rispettivamente una campanella tibetana e la scritta "iustitia"


ESSERI ALIENI NEL PERIODO BIZANTINO: ECCO LE PROVE

Come è possibile spiegare le immagini qui a lato senza dare per certa la visita di esseri alieni soprannaturali nell'antichità?
E'difficile rimanere indifferenti di fronte alla somiglianza del reperto bizantino che vediamo qui riprodotto con il gatto Doraemon, sul quale è presente un'amplissima documentazione riguardante la sua origine extraterrestre e i suoi poteri soprannaturali.

Secondo la leggenda tradizionale giapponese, il gatto Doraemon proverrebbe dal XXII Secolo e sarebbe dotato di una tasca quadrimensionale dalla quale estrarrebbe oggetti sacri o amuleti, detti ciuski - termine di origine semitica che significa “tabernacolo”.

La documentazione esistente proviene dagli anni 60/70 dello scorso secolo, epoca in cui avvistamenti di navicelle spaziali erano ampiamente documentati e accettati da una grossa parte della popolazione. Ma il reperto tardo-bizantino rinvenuto a Bari apre una serie di considerazioni sconvolgenti. Esso è parte della “Colonna della Giustizia”, sul quale venivano offerti in sacrificio esseri umani colpevoli di bancarotta, insolventi ai debiti o considerati “falliti”, usanza che ricalca in parte l'antichissima tradizione Maya di sacrifici umani – nell'america precolombiana, infatti, si usava sacrificare fanciulle vergini, ossia considerate “insolventi” dal punto di vista sessuale.

La stessa divinità alla quale venivano fatte le offerte richiama la tradizione dell'Egitto Antico, nella quale i felini erano considerati esseri sovrannaturali, legati allo spazio extraterrestre o comunque “provenienti dal futuro”. Non si ha traccia di gatti in tempi anteriori alla civiltà egizia, il che comproverebbe la loro provenienza esoterrestre. La stessa invenzione delle crocchette risalirebbe alla XVII dinastia Egizia, sotto il regno di Akhenaton. La teoria è ampiamente spiegata in “Il Gatto venuto dallo Spazio” controverso film del 1977 diretto da Norman Tokar, per cui non ci dilungheremo oltre in questa sede.
In egitto, infatti, i gatti erano venerati e raffigurati in dipinti e bassorilievi. Vi erano due principali divinità-gatto in Egitto, Bastet e Sekhmet, e non sarebbe difficile supporre che quello che conosciamo come Doraemon sia il discendente sanguineo di questa coppia di Dei. Bastet era infatti la divinità della chiaroveggenza e della fertilità, mentre Sekhmet era il dio (per l'appunto) della Giustizia. Doraemon sembrerebbe essere dotato di tutte queste caratteristiche contemporaneamente: la chiaroveggenza è evidente dalla sua provenienza da un tempo futuro, la fertilità è manifesta nella sua profusione di doni soprannaturali, e il suo senso di giustizia permea tutte le leggende che sono state tramandate fino ad oggi.

Nella leggenda tradizionale, ampiamente accettata sia in Oriente che in Europa, Doraemon dispensa i suoi Tabernacoli (ciuski) al giovane Nobita, che nella storia rappresenta l'Umanità, ma egli solitamente ne fa un uso improprio, accecato dai desideri terreni. Questo comportamento è considerato una metafora della storia umana, nella quale entità sovrannaturali, provenienti da un altro Spazio o da un altro Tempo, hanno cercato di accelerare l'evoluzione attraverso doni ultraterreni che spesso non venivano compresi. Ne sono chiari esempi le piramidi, i telefoni cellulari, i materiali plastici, Internet (dove il culto di divinità feline è ampiamente diffuso), gli accendini (sulla cui provenienza l'aspetto del sig. Bic, che vi si trova impresso, non lascia alcun dubbio).

Se vogliamo trarre qualche conclusione da queste prove, dobbiamo riconsiderare parte della storiografia alla luce di questi nuovi concetti. Edifici della stessa zona, risalenti alla stessa epoca, come Castel del Monte di Andria, sono evidentemente stati concepiti con scopi diversi da quelli che conosciamo – non semplici luoghi ricreativi sessuali, ma stazioni quadrimensionali di turismo sessuale. E se da quell'epoca risaliamo alla nostra, dovremmo inziare a trattare gli oggetti magici che ci sono stati donati dalle divinità-gatto con una diversa consapevolezza. Gli Smarphone andrebbero imitati nella loro connessione con il Tutto, non abusati per infastidire il nostro prossimo.

Albert Einstein, a tal proposito, ebbe a dire: “Il Telegrafo è una sorta di gatto molto, molto lungo. Si tira la coda a New York e la sua testa miagola a Los Angeles. Capite questo? E radio funziona esattamente allo stesso modo: si inviano dei segnali qui, e si ricevono là. L'unica differenza è che non c'è nessun gatto.”


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GATTO MONDADORY
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